Non si nasce genitore, lo si diventa. In ogni coppia, l’arrivo di un figlio porta ad una trasformazione di sé stesso come persona, nel divenire genitore, così come a necessari aggiustamenti della coppia nei modi di stare nella relazione con il proprio partner (oltre ai cambiamenti che avvengono nei rapporti con i membri della propria famiglia, con gli amici o ancora con le altre persone nei nostri vari ambienti di vita).

Questo passaggio da coppia coniugale a coppia genitoriale si manifesta principalmente attraverso i vari compiti genitoriali che uno è portato a svolgere riguardo ai figli. Questi compiti riguardano i modi di prendersi cura di loro e di educarli nella vita di tutti i giorni, ma anche le scelte (consapevoli ed inconsapevoli) che si fanno riguardo alla loro identità (come la scelta del loro nome) e al “patrimonio culturale” che li trasmettiamo (con la trasmissione di abitudini, di credenze, di modi di vedere il mondo… ecc.).

Nelle coppie miste, il fatto che i genitori abbiano origini diverse e provengano da background culturali, sociali e/o religiosi differenti comporta per loro di interagire con queste differenze in un vero e proprio processo di métissage, di incontro e scambio interculturale. La pedopsichiatra Marie Rose Moro (fondatrice e dirigente delle consultazioni transculturali del Bambino e la sua Famiglia all’Ospedale Avicenne, a Bobigny e all’ospedale Cochin (a Parigi)) evoca questo incontro fecondo tra i background reciproci di ciascun genitore. E così, lei scrive: «Il figlio della coppia mista incarna il métissage e costringe a pensarlo e a dargli vita.

È la nascita del figlio che rappresenta il métissage, lo presenta e lo fa vivere. Il métissage della coppia può riguardare le origini culturali o sociali di ognuno ma anche le credenze religiose o ideologiche. In tutte queste appartenenze, ci sono differenze, a volte sembrano piccole o addirittura infinitesimali, altre volte sembrano importanti; ma questa è un’illusione ottica, le piccole o grandi differenze hanno spesso i valori che noi proiettiamo su di loro.» (Marie Rose Moro, Grandir en situation transculturelle, p.21, 2010). In altre parole, i genitori in unione mista attraversano dinamiche che il più spesso restano implicite in altre coppie, ma è proprio il punto di vista di ciascun genitore, il modo in cui egli o ella avrà di percepire gli aspetti di (apparente) diversità, che determinerà il modo di affrontarli insieme come coppia. Così, la consapevolezza della propria storia, dei propri modelli educativi, dei propri valori ma anche dei propri (inevitabili) pregiudizi (rispetto all’altro genitore, alla sua cultura, ai suoi modelli di riferimento, ecc.…) è alla base della possibile creazione di uno spazio di dialogo tra i genitori per pensare e vivere l’educazione dei figli tra due o più culture, lingue, religioni, ecc. Come in ogni coppia, l’ascolto reciproco, la disponibilità all’incontro e al prendersi cura del legame non sono scontati ma richiedono un impegno che i genitori spendono nella quotidianità.

Come alcuni recenti studi sull’esperienza delle famiglie miste in Italia (e non solo) l’hanno evidenziato, per molti genitori in unione mista, le possibili difficoltà di essere una famiglia mista non provengono tanto dalle dinamiche interne alla coppia genitoriale quanto dalle relazioni con l’ambiente circostante e con le forme di discriminazioni subite e legate alle differenze (reali o presupposte) nella coppia. Infatti, l’esperienza della genitorialità nelle coppie miste incontra e, a volte si scontra con, lo sguardo degli altri (che siano parenti, amici, conoscenti, sconosciuti…). Far fronte a questo tipo di situazioni richiede uno sforzo da parte dei genitori e diventa un vero e proprio compito genitoriale di accompagnamento della coppia e dei figli per fronteggiare e superare comportamenti che denotano intolleranza e/o ignoranza nei confronti delle coppie miste e dei loro figli. Per i genitori, la qualità dei rapporti con l’altro genitore, la presenza di una famiglia allargata accogliente o ancora l’appartenenza ad una rete amichevole e sociale sono considerate come importanti forme di supporto. Però, attraverso le loro stesse iniziative, il tipo di rapporti che instaurano con la scuola o con le altre famiglie, o ancora nel dialogo con i figli, i genitori stessi dimostrano di possedere importanti risorse per vivere la genitorialità con consapevolezza e con creatività.

Breve bibliografia:

ISTAT, (2021). Statistiche report. Report matrimoni unioni civili separazioni divorzi. Anno 2019. Roma : ISTAT. https://www.istat.it/it/files/2021/02/Report-matrimoni-unioni-civili-separazioni-divorzi_anno-2019.pdf

Lajus, C. (2014). Le sfide e le risorse della genitorialità nelle “famiglie miste”. Educazione interculturale, vol.12/3, pp.317-329.

Moro, M.R. (2011). I nostri bambini domani: per una società multiculturale. Milano, Franco Angeli.

Panari C., Mancini T., Fruggeri L. (2010) Le sfide delle famiglie interculturali. Solo una questione di appartenenza?. Rivista di studi familiari, 2, p. 42-59. https://ijfs.padovauniversitypress.it/system/files/papers/15_2_04.pdf

Novara C., Verso, M.C. (2013). Dalla comunità alla famiglia: le coppie biculturali tra percezione di diversità, identità di luogo e stili educativi. Mondi Migranti, 2, pp.157- 178.