Lina e Amir: un’unione italo-iraniana

Exemple

Mi chiamo Lina Rossi, ho 38 anni, vivo a Roma e sono italiana da 7 generazioni. Da circa 10 anni vivo con un compagno iraniano, Amir Irani, di 47 anni. Lui è musulmano sciita dalla nascita, ma non particolarmente osservante. Amir vive in Italia da quasi 20 anni ed è perfettamente integrato professionalmente e socialmente.

Non ho mai pensato di vivere in una relazione interrazziale. Quando lo incontrai per la prima volta, durante un incontro pubblico all’Università, non avrei mai pensato di vivere un futuro insieme a lui. In quel tempo ero molto diffidente, riservata, e chiusa verso le esperienze amorose. Ma lui provò una forma di curiosità verso di me, così fece la mossa di conoscermi. Con molta pazienza e umiltà riuscì a vincere le diffidenze iniziali e così conquistò la mia fiducia.

Dopo 9 mesi di frequentazioni sporadiche, presso bar e locali, ci siamo innamorati ed abbiamo deciso di vivere insieme.

Il dialogo tra noi è piuttosto franco e aperto, perciò non vi è nulla di difficoltoso nella nostra relazione. Entrambi abbiamo concordato la gestione dei tempi e degli spazi comuni. Spesso ci confrontiamo sulle problematiche quotidiane, rispettando reciprocamente i nostri punti di vista. Il mio compagno ha sempre dimostrato grande empatia e capacità di “reciprocità”, in ogni aspetto della vita comune.

La nostra storia d’amore è stata piena di sfide, più di quanto si possa immaginare.  Innanzi tutto, il mio compagno non è stato mai del tutto accettato dalla mia famiglia di origine, famiglia estremamente cattolica e legata a dogmi e valori anacronistici. Inoltre anche alcuni “amici” e conoscenti, proiettavano su di lui pregiudizi e “luoghi-comuni” legati a una visione limitata e stereotipata del mondo mediorientale. Pensavano (tuttora alcuni conoscenti lo pensano) erroneamente che si tratti di un uomo eccessivamente geloso, maschilista o autoritario. All’opposto, il mio attuale compagno mi ha sempre lasciata piuttosto libera. Nonostante la sua gelosia (mai eccessiva o patologica) non mi ha mai impedita di viaggiare e inseguire le mie aspirazioni: da quando sono fidanzata con lui, vivo le mie ambizioni ed aspirazioni con molta più libertà. Inoltre, sin dal nostro primo incontro, lui apprese della mia militanza femminista. Al contrario delle varie forme di meschinità e mediocrità maschile con cui mi scontrai nell’ arco degli anni precedenti, lui ritenne utile e importante il mio attivismo. Vi dirò di più: m’incoraggiò maggiormente a continuare il mio impegno per una maggiore promozione delle libertà e della dignità femminile.

Come in precedenza scritto, il mio compagno non è stato mai del tutto accettato all’interno della mia famiglia. Purtroppo, esiste tutt’ora un pregiudizio e preconcetti immotivati ed irrazionali verso di lui e il suo entroterra culturale. Questo resta l’aspetto più doloroso della nostra relazione.  Ad ogni modo, nonostante Amir sia un uomo fondamentalmente laico, aperto e tollerante (lo dimostra quotidianamente lasciandomi libera di viaggiare da sola e  non condizionando le mie scelte politiche e professionali) non tollera che vada in giro con abiti eccessivamente succinti. Su alcune usanze e abitudini “occidentali” mostra ancora un po’ di titubanza o “resistenza”. Nonostante debba indossare abiti classici e “coprenti”, soprattutto quando esco o vado in luoghi pubblici, la cosa non mi crea molto fastidio. In realtà, anch’io non ho mai amato gli abiti eccessivamente succinti. Oltre a ciò, non abbiamo mai avuto problemi in materia religiosa.

Attraverso il mi compagno ho “recuperato” valori di vitale importanza ma socialmente “dimenticati” o vissuti come qualcosa di sacrificabile (almeno nella nostra civiltà) come: la paziente condivisione, l’ascolto pacato e reciproco, il concedersi tempo per riflettere e fermarsi. Non sapevo che la maggior parte delle loro usanze e pratiche, potessero aprire ed alimentare il mio orizzonte. Quando visitiamo alcuni parenti iraniani, dovrei salutare uno per uno, stringere la mano ai maschi, baciare le donne tre volte e fare esattamente quello che fanno tutti in casa. Ho imparato che questi semplici gesti sono molto importanti per loro.

 

 

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